Val di Non, il legame tra pesticidi e territorio genera conseguenze drammatiche

9 marzo 2018

L’Europa ha deciso di continuare con il glifosato per altri 5 anni, ci sono ancora persone che non sanno e che mangiano le “mele e tantissimi prodotti pesticidi-dipendenti”.

Molti pensano che ci sono ricercatori/organizzazioni attivi nella ricerca, i quali ci dicono che però non ci sono ancora abbastanza evidenze scientifiche su questa sostanza e minimizzano o aspettano ulteriori informazioni: così facendo viene indirettamente avallato e tollerato l’uso di questi pesticidi in agricoltura.

Il Comitato per il Diritto alla Salute in Val di Non è uno dei promotori del referendum che a Malles (in Val Venosta), qualche anno fa aveva detto no all’uso dei pesticidi e quindi del glifosato in agricoltura, (e aveva vinto): tale risultato è stato completamente ignorato da Comune e organizzazioni (tra cui la Coldiretti) e le attività agricole persistono nell’utilizzo scellerato dei pesticidi.

L’Associazione Italiana contro le Leucemie, dati alla mano, conferma drammaticamente che non stiamo parlando di teoria astratta: purtroppo la Valle di Non e la Rotaliana risultano essere le zone del Trentino in cui è maggiore l’incidenza delle leucemie.

 

Inoltre, nonostante il continuo utilizzo di questi veleni nell’agricoltura della zona, quest’anno la produzione di mele si è dimezzata, per altri fattori (soprattutto metereologici) che quindi non possono essere contrastati dai pesticidi: un avvelenamento inutile.

La partita è ancora aperta: per seguire e sostenere il progetto, visitate la pagina della PAN Italia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tag:

Nessun commento

Puoi essere il primo a lasciare un commento.

Lascia un commento