La mala gestione dello spostamento dell’elettrodotto nel Parco Agricolo Sud di Milano

L’Azienda Agricola L.Gilardi, da anni presente nei Mercati Contadini di Prendiamoci Cura, ci segnala quanto sta accadendo nella zona di Gudo Visconti in merito alla variazione dell’ubicazione dell’elettrodotto e di come questa operazione sta venendo gestita in modo scriteriato e senza logica da parte delle istituzioni.

Qui potrete trovare la lettera aperta scritta dall’azienda, di cui riportiamo uno stralcio:

…..abbiamo appreso con stupore la posizione tenuta dal Parco Agricolo Sud Milano in occasione della riunione di Conferenza dei Servizi tenutasi presso il Ministero dello Sviluppo Economico lo scorso 20 aprile, in merito all’ipotesi dello spostamento dell’elettrodotto secondo il percorso ad “est” dell’abitato di Gudo Visconti anche se, come a voi ben noto, esiste un tracciato alternativo, posto ad “ovest” dell’abitato di Gudo Visconti, meno impattante e rispondente alle vigenti normative e che non viene preso in adeguata considerazione.
Siete altresì chiaramente a conoscenza che la scelta del percorso EST comporterebbe conseguenze devastanti sulla scrivente Azienda Agrituristica. Da anni infatti investiamo sulla cura del territorio, sul recupero degli edifici rurali e sull’innovazione e diversificazione della nostra attività in ambito agricolo, elementi da Voi considerati qualificanti tanto da insignirci del “marchio d’argento” del Parco come “produttori di qualità ambientale”. L’Azienda, che vede l’unico giovane agricoltore del comune di Gudo Visconti pienamente coinvolto nell’attività aziendale ed elemento trainante del processo di innovazione in atto da oltre un decennio, vedrebbe nell’immediato vanificati anni di fatiche ed investimenti ed a medio termine preclusa ogni possibilità di sviluppo.
In previsione della futura ulteriore riunione della Conferenza dei Servizi ci permettiamo quindi di trasmettere al Parco Agricolo Sud Milano ed ai suoi primi Rappresentanti le nostre osservazioni. Se in quella sede il Parco non uscirà dalla posizione neutra, quasi “pilatesca” finora tenuta in questa vicenda, facendo valere il proprio ruolo e facendo rispettare i vincoli normativi vigenti, dal nostro punto di vista questo sancirà la “morte” istituzionale del Parco stesso che, giova ricordarlo, è innanzitutto “agricolo”….

Auspichiamo che l’opinione dell’azienda agricola, attore principale della zona del Parco Sud, venga presa in considerazione, per non vanificare il loro operato effettuato in tutti questi anni a favore del territorio e della biodiversità.

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